Kali / Silat

Kali / Escrima / Arnis De Mano

IL PUNTO D’INCONTRO TRA LE ARTI MARZIALI ORIENTALI E OCCIDENTALI

Kali è il nome antico dell’arte di combattimento del Sud-Est asiatico. Questa arte marziale è comunemente conosciuta nelle Filippine come Escrima o Arnis de Mano. L’idioma Escrima non è dovuto solo alla diffusione della lingua spagnola bensì anche alla forte influenza che ha avuto la scherma europea su questa disciplina. Le isole di questo arcipelago, infatti, erano spesso terreno di scontro con i cinesi, gli indonesiani, i giapponesi ed infine anche gli europei durante la conquista spagnola.
La tradizione vuole che nelle antiche scuole dei guerrieri del Borneo (Bothoan) i giovani prescelti ricevevano un lungo addestramento per divenire uomini colti e valorosi.

Alla fine del periodo d’addestramento, che comprendeva le discipline marziali, la letteratura e le arti, una cerimonia d’iniziazione conferiva a loro lo status di Guerriero, così da poter tornare nei loro villaggi pronti a difenderlo. I guerrieri che difendevano i villaggi e le isole, loro malgrado, hanno avuto la possibilità di misurarsi con molti altri stili di combattimento. Ed è proprio grazie a questo continuo confronto ed alla sua struttura eclettica che il Kali si è evoluto in una delle più micidiali arti di combattimento.

Le prime volte che si sentì parlare del Kali in Occidente fu per i “tornei della morte”: combattimenti senza regole a petto nudo e con il solo bastone. Questo tipo di combattimento clandestino fu più volte bandito dalle autorità ma, più recentemente, si è diffuso uno sport da combattimento armato con protezioni per impedire che gli atleti si feriscano: il FULL CONTACT STICK FIGHTING.

Le Armi

Le armi sono senza dubbio il nucleo centrale dell’Escrima. L’arma più caratteristica è l’Olisi ovvero il Bastone di Rattan. Lungo circa 70 cm, ma abbastanza bilanciato e maneggevole, l’olisi è un’arma mortale nelle mani degli escrimadores.

Originariamente nel Kali si utilizzava soprattutto il Bolo ovvero il Machete da lavoro, ma nel 1764 il governatore spagnolo dichiarò fuori legge le armi da taglio. Questo diede un forte impulso all’uso del bastone. Attualmente il Kali è famoso soprattutto per l’uso del bastone ed il coltello, ma nel suo sistema troviamo un repertorio d’armi veramente notevole.

Armi corte singole o doppie

  • Olisi (bastone)
  • Olisi tuyok (nunchaku)
  • Olisi palad (bastone piccolo)
  • Olisi dalawang (mazza a due mani)
  • Bolo (machete)
  • Barong (machete con lama a foglia)
  • Kampilan (spada con due punte)
  • Spada
  • Kriss (spada e pugnale a serpentina)
  • Baraw (coltello)
  • Daga (pugnale)
  • Balisong (coltello a farfalla)
  • Ascia

Armi lunghe, flessibili e da lancio

  • Sibat (bastone lungo)
  • Bangkaw (lancia)
  • Latigo (frusta)
  • Lubid (corda)
  • Pana (tiro con l’arco)

Combinazione di armi

  • Spada e Daga
  • Bastone e Daga
  • Spada e Scudo
  • Bastone lungo e quello corto
  • Lancia e Scudo

Silat

Il Silat è l’Arte Marziale dell’Indonesia e può essere paragonato al Kung Fu cinese per la sua completezza e suddivisione in stili. Generalmente ci si riferisce all’arte marziale indonesiana e malese con Pentjak-Silat. “Pentjak”, spesso riferito alla parte artistica dell’arte, significa “movimenti del corpo” ovvero la pratica degli stessi. “Silat” è l’applicazione nella difesa di questi movimenti, in altre parole il “combattimento”.

Quindi Pentjak-Silat (o Penchak-Silat) può essere tradotto come “l’arte del combattimento”. Questa è la terminologia ufficiale indonesiana, ma non viene adottata da tutti. Nell’isola di Sumatra per esempio è piuttosto popolare “Silek”, mentre in Malesia a volte si usa “Bersilat”, cioè “fare Silat”, e spesso semplicemente “Silat”. Nella comunità Indo, cioè indo-olandese, il termine Pukulan (pukul significa colpire) è invece quello più impiegato.

Nel Sud-est asiatico il Pentjak-Silat fa parte della cultura tradizionale così come la danza, la musica ed il teatro delle ombre. Infatti, spesso il Silat viene presentato in forma di danza affascinando i suoi spettatori, tuttavia i suoi movimenti armoniosi celano un micidiale sistema di difesa personale, senza salti acrobatici e calci spettacolari, ma pericolose tecniche di percussione, disarticolazione e atterramento, sia in piedi che da terra. Come già detto, il Silat si suddivide in numerosi stili e scuole in base all’origine geografica o all’imitazione delle movenze di alcuni animali, per esempio abbiamo l’Harimao: lo stile della tigre.

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